GEOGRAFIA

La geografia (dal latino geographia, a sua volta dal greco anticoγῆ (Terra) e γραφία (Descrizione, scrittura), letteralmente, grafica della Terra) è lascienza che ha per oggetto lo studio, la descrizione e la rappresentazione della Terra nella configurazione della sua superficie e nella estensione e distribuzione dei fenomeni fisici, biologici, umani che la interessano e che, interagendo tra loro, ne modificano continuamente l’aspetto.

La geografia è molto più che la cartografia, cioè lo studio delle mappe, e non è nemmeno lo studio di promontori e baie, non investiga solo su cosa e dove è sulla Terra, ma anche perché è lì e non da qualche altra parte, riferendosi alla sua “posizione nello spazio”. Ne prende in esame le cause, sia naturali che umane, e studia le conseguenze che questi fatti determinano.

Storia

“La mappa del mondo di Eratostene”.

Tra i popoli dell’area circum-mediterranea, i primi ad elaborare un vero concetto di geografia sono stati i Greci, dai quali deriva appunto il nome in uso in Occidente.Eratostene (al quale si deve anche l’introduzione del nome) introdusse l’uso delle coordinate sferiche (latitudine e longitudine) per individuare le località geografiche. Importanti progressi furono poi compiuti da Ipparco di Nicea, che in particolare introdusse l’uso di metodi astronomici per il calcolo delle longitudini. Il primo geografo romano di cui abbiamo notizie fu Pomponio Mela che scrisse breve trattato Chorogràphia; poi il greco Strabone (vissuto fra il I secolo a.C. ed il I secolo d.C.), compose un’imponente Storia (pervenutaci solo in pochi frammenti) ed una non meno importante e completa Geografia, che invece ci è giunta in buone condizioni. L’opera di Strabone è tuttavia qualitativa e non usa le tecniche di geografia matematica che erano state introdotte da Eratostene e Ipparco.

Lo studio della geografia matematica fu ripreso nel II secolo d.C. da Marino di Tiro e, soprattutto, da Claudio Tolomeo, la cuiGeografia non solo riporta le coordinate sferiche di 8000 diverse località, ma espone anche i metodi di proiezione usati nella cartografia.

Il Medioevo, come con altre scienze, dovette prima difendere (nelle biblioteche monastiche) quanto avevano prodotto gli antichi dalle distruzioni operate dai barbari, poi ricominciare a produrre opere nuove: opere, che hanno per noi oggi l’aspetto di cataloghi, o carte molto approssimate e addirittura spesso inventate. Spiccano però le mappe della cartografia nautica, per la loro precisione ed accuratezza (spesso corredate da testi contenuti in un libro portolano), soprattutto quelle realizzate nell’Europa meridionale. Anche i geografi Arabi crearono opere di estrema qualità, come per esempio il “Libro del Re Ruggiero“, di Idrisi (del XII secolo), e altri autori ancora comeIbn Battuta e Ibn Khaldun.

Con le grandi esplorazioni terrestri dirette in Asia (Il Milione di Marco Polo, nel XIII secolo, ne è un esempio affascinante) e quelle marittime, o ancora verso l’Asia o verso le Americhe, l’uomo “riscoprì” la passione per la geografia, e il bisogno di uno studio più accurato. Nella seconda metà del XV secolo la riscoperta in Europa dell’opera geografica di Tolomeo fu essenziale per la rinascita della cartografia. Sono infatti di quell’epoca i primi atlanti europei ottenuti con l’uso dei metodi della cartografia matematica. Al XVII secolo risalgono i tentativi di Varenio di sistemare la scienza geografica. Nel Settecento si cominciò a intendere come scopo principale della geografia la raccolta di dati sulle caratteristiche fisiche, sociali, economiche, storiche di ogni paese. Nell’Ottocento nacque la cosiddetta geografia moderna, per merito (soprattutto) dei tedeschi Alexander von Humboldt (che ne fondò l’indirizzo naturalistico) e Karl Ritter(che ne fondò l’indirizzo antropico-storico): con il passare del tempo questi due indirizzi si fusero poi in uno solo. Presto divenne una disciplina universitaria, a cominciare da Parigi e Berlino.

Negli ultimi due secoli, la quantità di conoscenze e il numero di strumenti disponibili sono aumentati molto. Ci sono forti legami tra la geografia e le scienze di geologiabotanica, come anche economiasociologia e demografia. Nel XX secolo, in occidente, la disciplina geografica venne esaminata in quattro diverse fasi: determinismo geograficogeografia regionalerivoluzione quantitativa e geografia critica.

Geografo

Un geografo è uno scienziato la cui area di studio è la geografia, lo studio dell’ambiente fisico della Terra e l’habitat umano. Per diventare un geografo è necessario aver conseguito una laurea in Scienze Geografiche. Anche se i geografi sono storicamente conosciuti come persone che disegnano le mappe, la mappa è in realtà il campo di studio della cartografia, un sottoinsieme della geografia. Studio dei geografi non solo sono i dettagli fisici dell’ambiente, ma anche il suo impatto sulla salute umana, sull’ecologia, sul meteo e sui modelli climatici, sull’economia e sulla cultura. Spetta ai geografi fisici di identificare, analizzare e interpretare la distribuzione e la disposizione geomorfologica e delle altre caratteristiche della superficie terrestre. I geografi moderni sono spesso coinvolti nella soluzione dei problemi ambientali.

Molti geografi moderni sono anche i principali operatori dei sistemi di informazione geografica e la cartografia. Essi sono spesso impiegati in enti statali, provinciali e comunali, nonché nel settore privato.

Paradigmi geografici 

La geografia umana contemporanea ha attraversato diverse fasi, così riassumibili:

  • geografia esplorativa (Prima metà dell’Ottocento): con Alexander von Humboldt e Karl Ritter;
  • geografia positivista o determinista – ambientale (18501890): con Friedrich Ratzel;
  • geografia storicista o possibilista (18901930): geografia regionale di Paul Vidal de la Blache;
  • geografia quantitativa, analitica o neo-positivista (19301960): approccio funzionalista;
  • geografia radicale, marxista o strutturale (dagli anni 1970);
  • geografia comportamentale – behaviorista (dagli anni 1970);
  • geografia umanistica (dagli anni 1970): postmodernasemiotica e spiritualista.
  • geografia culturale (dalla fine degli anni ottanta)

Metodi

I rapporti spaziali sono la base di questa scienza sinottica, che utilizza le mappe come strumento chiave. La Cartografia classica si è unita alla più moderna analisi geografica, basata sul Sistema Informativo Geografico (GIS). I geografi usano quattro approcci correlati:

  • Sistematico: raggruppa il sapere geografico in categorie che possono essere esplorate globalmente.
  • Regionale: esamina relazioni sistematiche tra le categorie per una specifica regione o luogo nel pianeta.
  • Descrittivo: specifica semplicemente l’ubicazione di caratteristiche e popolazioni.
  • Analitico: Si chiede perché ci sono determinate caratteristiche e popolazioni in una certa area.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...