NON ESISTE PACE PER I PANDA

Il panda gigante (Ailuropoda melanoleuca), un urside che può raggiungere la stazza di 160 kg, finisce ancora una volta al centro di numerose polemiche. Chris Packhman, conduttore inglese, famoso per i suoi programmi sulla natura per conto della BBC, senza giri di parole ha lanciato una forte provocazione, che ha lasciato raccapricciati gli animalisti, e non solo, “Panda troppo costosi, lasciamoli estinguere!”. La cruda proposta è stata gettata dopo che due panda giganti, Tiantian e Yangguang, provenienti dalla Cina, sono sbarcati all’aeroporto di Edimburgo per essere ospitati per 10 anni dalla città scozzese. Per i due esemplari strappati al loro habitat, è stata creata un’area all’interno dello zoo di Edimburgo, per una spesa complessiva di oltre 250 mila sterline. I visitatori certamente aumenteranno, ma proporzionalmente, se non altro anche le spese, infatti saranno versati circa 750 mila sterline all’anno alla Cina per l’affitto dei due vellutati panda, inoltre questi teneri animali per saziarsi devono ingerire enormi quantità di bambù, anche oltre i 15 kg al giorno. Le grida di Packhman non hanno solo uno sfondo economico, ma sono anche dovute alle complessità legate a questa specie. Il panda è un animale molto pigro, metà della sua giornata è dedicata alla sua nutrizione, e l’altra metà volta al riposo e rilassamento. Vivendo un’esistenza solitaria, incontrando i suoi simili raramente; altre problematiche sorgono anche nell’ambito sessuale. Il periodo fertile dura solo due giorni l’anno, e solo una femmina su tre porta a termine la gravidanza. Dalla cucciolata nasceranno uno, massimo due piccoli, ma la madre, sia in cattività che in natura, concentrerà le sue attenzioni solo su uno dei due, abbandonando l’altro. Da un calcolo del WWF, si stima che sopravvivano 1.600 individui di questa specie, ad’oggi minacciata, a causa della distruzione del loro ambiente e il bracconaggio per esportarne la pelle. Per la conservazione e la salvaguardia dei panda, numerosi centri, soprattutto in Cina, hanno avviato numerose iniziative, tentando la riproduzione in cattività, utilizzando tecniche estreme, dai feromoni ai video di panda in intimità. “Non è una forte specie. I soldi impiegati per loro potrebbero essere spesi meglio”. “Mi sa che dovremmo staccare la spina. Lasciate far concludere il ciclo naturale”. Forse è tardi appellarsi al “ciclo naturale”, l’uomo è il principale responsabile della scomparsa del loro habitat e delle vaste aree dove cresce il bambù, la pianta di cui questo animale è ghiotto. Il ciclo naturale è stato interrotto dal momento in cui si è iniziato a privare i panda del loro ambiente, simili e cibo. Il panda, come altre specie, è purtroppo vittima del massacro ambientale dell’uomo. Oggi è il simbolo della lotta per la protezione della natura e delle specie, e solo il pensiero di “staccare la spina” è un’idea spaventosa, quanto lo è proibire le generazioni future della possibilità di ammirare questo bellissimo animale, forse un po’ pigro, goffo, ma unico per simpatia e tenerezza!

Autore: Gennaro Senese (WildLifeExplorers)

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