PAPUA NUOVA GUINEA, ODISSEA NELL’IGNOTO

Ho cercato di raccogliere quante più informazioni possibili nei trascorsi otto mesi in Australia riguardo un attraversamento overland in PNG, ma solo magri e approssimati racconti in stile “ho sentito dire” che parlavano di un popolo di criminali, tribù cannibali, pirati.. allora mi pare ovvio, meglio andare a costatare di persone. Lascio l’Australia diretto a Port Moresby, all’arrivo la sensazione è la stessa vissuta in altri paesi del terzo mondo, strade improvvisate, immondizia ovunque e gente che cerca di venderti qualsiasi cosa, praticamente come il mio ufficio in Italia. E’ quasi notte, e non so dove dormire, un tizio mi paga il biglietto del bus, poi chiedo informazioni a dei ragazzi per strada, questi mi portano a dormire a casa loro, un piccolo villaggio fuori città, mi presentano tutti, la madre, il padre, i fratelli e le sorelle, poi tutti dritti alla capanna di fianco, c’e’ l’unico televisore del villaggio, si tifa per i Blues, la squadra ben vista in loco. Siamo forse 200 persone e un televisore da 24″. Poi dormo nella loro umile capanna, avvolto nella notte da rumori di papuani ubriachi che fanno a botte per il match della sera prima. Sveglia presto diretto a Kerema, la strada a un certo punto si interrompe, allora devo prendere un camion come mezzo di trasporto. Il cassone del camion è stracolmo, e come se non bastasse per strada ne becchiamo un altro fermo per guasto a motore.. carichiamo tutti i passeggeri sul nostro, ora si che mi sento molto compatto. Comunque arrivo a Kerema, colorato di polvere, in una citta’ che è un villaggio di capanne.. c’e’ una chiesa cattolica, il prete mi chiede 60$ per dormire, ma un missionario che è con lui in disparte mi invita a dormire da lui, gratis, allora mando a cagare il prete. Il luogo è pressoché fatiscente, e dopo una chiacchierata e una doccia fatta nel lavandino prendo a scrivere queste note. Al mattino seguente cerco di prendere un volo charter per Kaintiba, ma dopo due ore di attesa semplicemente mi dicono che oggi l’aereo non è venuto! Allora che si fa, si va a piedi, 105 km nella giungla. I primi cinque li faccio in barca con alcuni indigeni del luogo che raggiungevano i rispettivi villaggi, io seguo poi con uno di loro, mi danno da mangiare cibo locale, riso con svariate cose mai viste, una merda, ma lo mangio comunque. Dormo sul pavimento in “parquet” in una delle capanne, e tutti i giovani intorno a me a chiedermi riguardo al mondo di fuori.. ma dico io, ragazzi il mondo fuori è una merda, le donne sono troie, e tutti gli altri te lo mettono in culo. Poi come sempre ho parlato di Berlusconi perché fa cabaret. Partenza ancora di presto mattino con un aborigeno del luogo, che anch’egli va al prossimo villaggio.. per strada però si ferma e prende un bivio, mi dice che posso proseguire da solo lungo la “highway”, un tragitto fatto di radici e fango, 20 km da solo nella giungla. Arrivo a Wonde dopo otto ore, i pochi abitanti sorpresi mi vengono incontro, offrendomi canna da zucchero e due sottospecie di cetrioli, e m’invitano a dormire con loro. Un letto fatto di pelle di non so cosa, e un sacco del riso imbottito di foglie per cuscino, sperando che sia sempre gratis vado a dormire, ma mi svegliano subito dopo, cena a base di vegetali, mi sa che il cannibale in PNG lo faccio io.

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